Buoni pasto AIOP-ARIS

Scudo Legale · Caso

Clinica AIOP-ARIS, turni lunghi e niente mensa né buono pasto? Nelle strutture grandi il contratto li prevede.

Il contratto AIOP-ARIS (art. 68) obbliga le strutture con più di 160 dipendenti a istituire la mensa o, con orari particolari, a dare un buono pasto o un cestino. La Cassazione (ord. 23255/2023) ha confermato il risarcimento ai dipendenti di una struttura sanitaria privata che non l’aveva fatto.

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In breveBuoni pasto nella sanità privata AIOP-ARIS
  • SogliaStruttura con più di 160 dipendenti
  • Turni lunghiCon orari particolari: buono pasto o cestino al posto della mensa
  • CassazioneOrd. 23255/2023: risarcimento confermato, senza richiesta preventiva
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Il risarcimento per mensa o buono mancati

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4,13 € è la cifra liquidata al giorno dalla Corte d’appello nel caso deciso da Cass. ord. 23255/2023 (anni 2003-2009): modificala. Oggi il valore dipende dal pasto o dal buono che la tua azienda dovrebbe darti, meno i 1,55 € a tuo carico (art. 68). Vale solo se la struttura ha più di 160 dipendenti. Solo l’avvocato può dirti cosa spetta nel tuo caso.

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In concreto

Cosa dicono le fonti

Informazioni generali sul personale del comparto sanità pubblica, salvo dove indicato.

Cosa dice il contratto

«È fatto obbligo alle Strutture con più di 160 dipendenti di istituire il servizio di mensa; sono fatte salve le situazioni già esistenti. Nelle predette Strutture, laddove i servizi prevedano particolari articolazioni di orario, il datore di lavoro provvederà a garantire l’esercizio della mensa anche con modalità sostitutive (quali ad esempio: buono pasto, cestino da consumare in luogo idoneo, ecc.) […]»CCNL AIOP-ARIS personale non medico 2016-2018, art. 68 (Vitto e alloggio)

Il pasto va consumato fuori dall’orario di lavoro e non spetta a chi non è in servizio. Per ogni pasto il dipendente contribuisce con 1,55 €. Le modalità sostitutive non devono prevedere un’indennità in denaro.

Cosa ha deciso la Cassazione

  • Ord. 23255/2023 – dipendenti di una società sanitaria privata con contratto AIOP (art. 68): ricorso dell’azienda rigettato e risarcimento confermato. Per la sintesi che abbiamo letto, il diritto è del lavoratore e nasce dal contratto, senza bisogno di una richiesta preventiva; l’orario particolare cambia il modo (buono, cestino), non l’obbligo; il locale predisposto dall’azienda non è bastato.
  • La pausa dopo le sei ore – la sintesi collega il diritto alla pausa dell’art. 8 del d.lgs. 66/2003 (orario giornaliero oltre le sei ore), come fanno le ordinanze 25525/2025 e 24919/2026 per il pubblico impiego.
In pratica

Cosa puoi ottenere e fino a quando

Cosa puoi ottenere

  • Un risarcimento per ogni giorno di servizio in cui mensa o buono sono mancati, quantificato dal giudice in via equitativa. Nel caso deciso dalla Cassazione, la Corte d’appello aveva liquidato 4,13 € al giorno per lavoratore.
  • La cifra dipende dal valore del pasto o del buono che l’azienda doveva darti, meno i 1,55 € a tuo carico. Non è una tariffa e non arriva come soldi in busta paga.
  • Puoi chiedere anche gli anni passati: nel caso deciso il periodo era 2003-2009.

Fino a quando puoi chiedere

  • Prescrizione: 10 anni, secondo il nostro studio legale per il buono pasto.
  • Per il privato il termine esatto lo conferma l’avvocato: le sentenze che abbiamo letto non lo decidono.
Fare causa non serve solo ai soldi

Oltre agli arretrati, puoi chiedere al giudice di accertare il tuo diritto e di ordinare all’azienda di rispettarlo anche per il presente e per il futuro. Così il problema non si ripresenta.

La sentenza vale per te e per l’azienda che hai citato: i colleghi devono fare le proprie richieste. Cosa si può chiedere nel tuo caso lo valuta l’avvocato.

In parole semplici. «Se lavori in una clinica privata con più di 160 dipendenti e fai turni lunghi, il contratto prevede la mensa o un buono pasto. Se non te li hanno mai dati, puoi chiedere un risarcimento per ogni giorno di lavoro, anche per gli anni passati.»

Trasparenza

Quando di solito non spetta e cosa si verifica

Di solito non spetta

  • Strutture fino a 160 dipendenti: l’art. 68 non impone la mensa. Possono esistere accordi o prassi aziendali.
  • Giorni in cui non sei in servizio (ferie, malattia): il contratto esclude chi non è in servizio.
  • Turni che non superano le sei ore: di regola la pausa non scatta.
  • Se esiste una vera mensa che funziona: le situazioni già esistenti sono fatte salve.

Da verificare sul tuo caso

  • Quanti dipendenti ha la struttura: la soglia è di 160 e come si contano (sede, gruppo, società) lo verifica l’avvocato. Non abbiamo trovato una sentenza che lo chiarisca.
  • Se l’azienda dice di avere una mensa: va visto se funziona davvero come mensa. Nel caso 23255/2023 un locale predisposto non è bastato.
  • Quale contratto ti applicano: il testo letto è l’AIOP-ARIS personale non medico 2016-2018 (ancora valido in attesa del rinnovo); la Cassazione 23255/2023 ha esaminato un contratto AIOP precedente (2002-2005), con lo stesso art. 68. L’avvocato controlla il testo in vigore nel tuo periodo.
  • RSA: nel CCNL AIOP RSA che abbiamo letto (art. 57) c’è il contributo di 1,55 € per il pasto, ma non un obbligo di istituire la mensa. Il contratto ARIS per RSA e CdR non l’abbiamo verificato.
  • Sanità privata: abbiamo letto una sola Cassazione sul tema, da sintesi e non dal testo integrale.

Il tempo conta. I crediti di lavoro si prescrivono. Una richiesta scritta all’azienda che indichi chi deve pagare e cosa chiedi, con l’invito a pagare, può interrompere la prescrizione, senza indicare la cifra (principio ripreso da Cass. 24919/2026, su un caso del pubblico).

Cosa preparare

I documenti che di solito servono

Per il primo colloquio non serve nulla. Se si va avanti ti diciamo noi cosa serve. Non allegare documenti al modulo.

Assistenza sindacale: i documenti li chiediamo noi

Per i soci, con una delega scritta e firmata da te presentiamo noi la richiesta all’azienda e ti seguiamo fino alla risposta. Nel pubblico impiego usiamo l’accesso ai documenti amministrativi (legge 241/1990) e, per i tuoi dati personali, il diritto di accesso del GDPR (art. 15). Nel privato ti diciamo noi quale strada è adatta.

La delega non è obbligatoria: puoi chiedere i documenti anche da solo. Non possiamo garantire l’esito, che dipende dalla risposta dell’azienda.

Come funziona la delegaDiventa socio

Di solito servono

  • Turni svoltiplanning, cartellino e timbrature: servono a provare i giorni di servizio con turno lungo
  • Contratto applicatolettera di assunzione o cedolino che indica il CCNL
  • Numero dei dipendentidati sulla struttura e sul gruppo: servono a verificare la soglia dei 160
  • Prospetto delle presenzel’art. 67 del contratto prevede che, a richiesta, ti venga consegnato un prospetto di riepilogo delle presenze
  • Cedoliniper vedere trattenute di 1,55 € o buoni
  • Mensa, buoni e accordiregolamento aziendale, comunicazioni e richieste già inviate sul tema
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    gratuito. Poi decidi tu se andare avanti

Noi informiamo e orientiamo, non facciamo consulenza legale. Non tutti i casi sono sostenibili: se il tuo non lo è, te lo diciamo. Il rapporto professionale è tra te e l’avvocato.

Ti riconosci in questa situazione?

Il colloquio con l’avvocato è gratuito, anche se non sei socio. I diritti sul lavoro hanno dei termini: meglio chiarire presto a che punto sei.

Domande frequenti

FAQ

Devo prima chiedere la mensa all’azienda?
Secondo la sintesi dell’ord. 23255/2023 no: il diritto nasce dal contratto e non serve una richiesta preventiva. Una richiesta scritta serve invece a interrompere la prescrizione.
La mia clinica ha meno di 160 dipendenti: non ho diritto a nulla?
L’art. 68 impone la mensa alle strutture con più di 160 dipendenti. Sotto questa soglia il testo che abbiamo letto non la prevede. Possono esistere accordi aziendali o prassi: l’avvocato li guarda con te.
E se l’azienda ha un locale dove mangiare?
Dipende da come funziona. Nel caso 23255/2023 la società sosteneva di aver predisposto un locale, ma la Corte lo ha ritenuto inidoneo.
Lavoro in una RSA privata: vale lo stesso?
Dipende dal contratto che ti applicano. Nel CCNL AIOP RSA che abbiamo letto non c’è un obbligo di istituire la mensa. Porta cedolino e contratto al colloquio.
Quanto posso ottenere?
Nel caso deciso la Corte d’appello aveva liquidato 4,13 € al giorno per lavoratore. Non è una tariffa: la cifra la stabilisce il giudice e dipende dai giorni che riesci a provare.
Il colloquio è gratuito anche se non sono socio?
Sì, per ogni nuovo caso e senza obbligo di iscriverti. Se lo studio ritiene il caso sostenibile, non ti viene chiesto alcun anticipo: le condizioni si concordano per iscritto con l’avvocato prima di iniziare.
Chi può chiedere i documenti all’azienda al posto mio?
Se sei socio, con una delega firmata li chiede l’assistenza sindacale di Nursing Italia: non è obbligatoria e non garantisce l’esito. Se non sei socio puoi chiederli da solo, e per il primo colloquio con l’avvocato non serve nulla.
Devo allegare documenti al modulo?
No. Per il primo colloquio non serve nulla. Se si va avanti ti diciamo noi quali documenti servono.
Fonti e aggiornamento
  • D.lgs. 8 aprile 2003, n. 66, art. 8
  • CCNL AIOP-ARIS personale non medico 2016-2018 (firmato l’8/10/2020), artt. 67 e 68; CCNL AIOP RSA, art. 57
  • Cass. civ., sez. lav., ord. 23255 del 31/7/2023 (letta da massima e sintesi, non dal testo integrale)
  • Cass. civ., sez. lav., ord. 25525/2025 e 24919/2026 (pubblico impiego, solo come riferimento)

Informazione generale: non è un parere legale e non dice se nel tuo caso spetta qualcosa. Solo l’avvocato può dirlo. Aggiornato al 29 ottobre 2026.

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